
NETWORK INFORMATIVO SUI COMPORTAMENTI A RISCHIO
progetto Web informativo e divulgativo,
responsabile del progetto prof. Umberto Nizzoli
COCAINA: quali bisogni soddisfa che i giovani non riescono ad appagare in altro modo?
BRUXELLES - Nella «Borsa» europea della droga salgono le quotazioni della cocaina, scendono gli spinelli, crolla l'ecstasy e l'eroina rimane stabile. È il risultato allarmante del rapporto annuale dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt). L'Italia purtroppo è tra i Paesi europei che nell'ultimo anno ha fatto registrare il più alto consumo di cocaina: il 3,2% dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Inoltre per il consumo di cannabis si trova al primo posto insieme alla Spagna.
COCAINA - In Europa il consumo di cocaina «è in costante crescita», afferma il rapporto Oedt: ne fanno ricorso oltre 4 milioni di persone, ma nei Paesi del nord e dell'est Europa si preferiscono le anfetamine. Ma ciò che preoccupa di più è il costante aumento dei giovani che ne fanno uso: nell'ultimo anno 3,5 milioni tra i 15 e i 34 anni e 2 milioni tra i 15 e i 24 anni. Negli ultimi dodici mesi il 3,2% dei 15-34enni italiano hanno consumato cocaina, solo Spagna (5,2%) e Gran Bretagna (5,4%) hanno percentuali maggiori. Secondo l'Oedt al momento non si vede un'inversione di tendenza, anche per i forti interessi della criminalità organizzata.
Presentata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga la 26° Relazione annuale sul narcotraffico.MILANO - La piaga delle droga assedia Milano. Il numero di coloro che consumano cocaina è in continua crescita in Lombardia; così come quello delle persone che si affidano al servizio sanitario nazionale per le cure di disintossicazione. A tale proposito l'Asl di Milano stima un aumento, nel triennio 2006-2008, di circa il 26% delle persone in trattamento per cocaina. E’ quanto si legge in una nota della Regione Lombardia, che ha stanziato 448.000 euro per i centri di cura delle dipendenze.
FENOMENO SOTTOVALUTATO - Secondo i dati del Pirellone chi fa uso di cocaina tende a non considerarsi tossicodipendente e di conseguenza a sottovalutare la pericolosità del proprio comportamento. Per affrontare dunque una situazione che necessita un approccio su più fronti, molte Asl lombarde si sono organizzate. I finanziamenti, disposti dalla giunta della Regione Lombardia su proposta dell’assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale, Gian Carlo Abelli, dovranno consentire ai servizi di cura di «stabilizzarsi» e di rientrare nelle programmazione aziendale delle Asl. I fondi verranno suddivisi tra le aziende sanitarie che hanno attivato i Centri per il trattamento e la riabilitazione dei cocainomani, in relazione al numero degli utenti: 45.000 euro per quelli con più di 50 utenti e 25.000 per quelli con un numero inferiore.
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Gratis, ovviamente, nelle strutture pubbliche, perché è considerato un "danno funzionale". Circa diecimila euro, invece, se si scelgono quelle private. Tanto costa oggi rifarsi il naso, rovinato dall'eccessivo uso di cocaina. Ma se fino a poco tempo fa i casi di ricostruzione del naso per uso di droga erano una rarità, mediamente 1 su 100 (in prevalenza maschi e provenienti dal famigerato mondo dello spettacolo, manager stressati), ora la richiesta di questo intervento è talmente aumentata che si sono formate addirittura le liste d'attesa: cinque mesi in una clinica privata e più di un anno e mezzo in un ospedale, quasi quanto per una Tac. Numeri che arrivano dal congresso Federserd, in corso di svolgimento a Sorrento, e che dimostrano come a far uso costante di cocaina siano anche le donne ma soprattutto persone di tutti i ceti sociali.